Una sconfitta dopo una settimana di brutte notizie
Domenica il Napoli è andato alla Juventus con una rosa assottigliata da infortuni e influenza, e ne è uscito con una sconfitta per 0-2, secondo i dati del sito. Il risultato arriva dopo il successo per 4-1 a Monza del 28 ottobre, quindi la settimana è passata da una delle prestazioni più convincenti dell’autunno a una sconfitta netta a Torino.
La preparazione è stata dominata dalle disponibilità. [1] riporta che Stanislav Lobotka dovrebbe restare fuori per circa sei settimane a causa di un infortunio al piede, un duro colpo per una squadra che si affida al centrocampo per controllare il gioco. Lo stesso articolo sottolinea che Amir Rrahmani e André-Frank Zambo Anguissa hanno avuto l’influenza durante la settimana e sarebbero stati valutati prima della partita. Anche la panchina era affidata a una mano insolita: per la squalifica dalla panchina di Allegri, a guidare la squadra nel match è stato Marco Landucci.
Anche la Juventus arrivava con dei problemi. Un altro articolo di [2] riferiva che il club aveva portato l’intera squadra in ritiro dopo la sconfitta per 2-0 a Genova, con Kenan Yildiz, Manuel Locatelli e Khephren Thuram indisponibili a lungo termine e Kamil Grabara in recupero dopo un intervento al ginocchio. Entrambe le squadre cercavano quindi una risposta, e in campo è stata la Juventus a trovarla.
Gol da entrambe le parti
I risultati recenti del Napoli sembrano quelli di una squadra che gioca un calcio aperto. Nelle ultime cinque partite ha segnato 11 gol e ne ha subiti 10, e solo le due sconfitte (0-1 a Venezia e 0-2 alla Juventus) non hanno prodotto alcun gol azzurro.
La sequenza completa, dalla più recente: una sconfitta per 0-2 alla Juventus, una vittoria per 4-1 a Monza, un pareggio per 3-3 in casa con la Roma, una vittoria per 4-3 in casa contro il Bodø/Glimt in Champions League e la sconfitta per 0-1 a Venezia. Sono due vittorie, un pareggio e due sconfitte, ma i punteggi sono insolitamente estremi. Tre delle cinque partite hanno visto il Napoli segnare almeno tre gol, e tre hanno visto gli avversari segnarne almeno tre.
La nota pre-partita di Football Italia andava nella stessa direzione, segnalando che il Napoli aveva segnato molto nelle ultime quattro gare subendo però parecchio. Il risultato della Juventus aggiunge una sfumatura diversa: quando l’attacco non funziona, non c’è alcun margine. A Torino il Napoli non ha superato i problemi segnando di più, semplicemente ha perso.
Nell’arco della stagione i numeri sono 17 gol fatti e 13 subiti in 10 partite di campionato, con una differenza reti di +4. È un bilancio rispettabile sulla carta, ma convive con quattro sconfitte in dieci gare, il che mostra quanto spesso i dettagli abbiano girato contro di loro.
Chi manca e chi torna
Le notizie sulla formazione prima della partita con la Juventus riguardavano soprattutto dubbi più che certezze. L’assenza di Lobotka è confermata, con la stima di sei settimane considerata affidabile all’85% nei dati. L’influenza di Rrahmani era più incerta: Football Italia riferiva che, se non fosse stato in condizione, lo avrebbero sostituito Marianucci o Beukema. La malattia di Zambo Anguissa lo teneva sotto la stessa verifica prima del calcio d’inizio. Alisson Santos è stato descritto come possibilmente più indietro nel recupero rispetto agli altri giocatori che rientrano, anche se quella notizia ha solo un livello di affidabilità moderato.
La lista dei rientri è più incoraggiante, ma con un’insidia. Costantino Favasuli, David Neres e Leonardo Spinazzola dovrebbero tornare tutti dopo la sosta per le nazionali, secondo lo stesso articolo. Ciò indica le prossime settimane più che le partite immediate, quindi il Napoli potrebbe dover fare a meno di questi tre giocatori nel breve periodo, mentre la rosa ha già casi di influenza e un infortunio a centrocampo.
Il problema di fondo è la profondità della rosa. Con Lobotka fuori per circa sei settimane e altri due titolari che devono superare controlli dell’ultimo momento, ogni rotazione per la partita di Champions League a Porto sarà fatta con un gruppo più ristretto del previsto. Il ritorno di Neres e Spinazzola aggiungerà opzioni offensive più avanti, ma non risolve il problema delle prossime due settimane.
Che cosa significa
Il Napoli è ottavo in Serie A con 14 punti in 10 partite (V4 N2 S4, GF 17, GS 13). È una posizione di metà classifica per risultati, anche se la differenza reti è positiva. Football Italia dava entrambi i club a quota 14 punti prima del calcio d’inizio, quindi la classifica è corta e un solo risultato può far salire o scendere un club di alcune posizioni.
L’andamento del Napoli dice che la squadra è volubile: 11 gol segnati e 10 subiti in cinque partite, due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Una squadra che gioca così può battere chiunque e perdere con chiunque, che è l’opposto del controllo che l’infortunio di Lobotka minaccia di togliere.
La prossima partita pone una domanda diretta su questo profilo. Porto-Napoli in Champions League si gioca il 4 novembre, appena tre giorni dopo Torino. Dirà se la squadra riesce a riprendersi in fretta con l’influenza ancora in circolo e giocatori chiave ancora fuori. La previsione del sito per quella partita verrà bloccata 24 ore prima del calcio d’inizio, e predict.game la pubblicherà e la valuterà una volta definita. Per ora, le evidenze indicano una squadra che segna con facilità ma che ha bisogno di recuperare centrocampo e difesa al completo per smettere di scambiare gol con punti.