Il risultato e il calcolo del titolo
Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of the Americas. Charles Leclerc è arrivato secondo e Max Verstappen terzo. Lewis Hamilton ha chiuso quarto, Lando Norris quinto, Isack Hadjar sesto, Oscar Piastri settimo, George Russell ottavo, Liam Lawson nono e Pierre Gasly decimo.
L’ordine d’arrivo era importante per il campionato. Prima della gara, [1] aveva illustrato cosa serviva ad Antonelli per diventare campione: vincere ad Austin, con Russell classificato oltre l’ottava posizione e Hamilton sotto il quarto posto. Antonelli ha vinto, ma Russell è arrivato ottavo e Hamilton quarto, quindi con questa formulazione la seconda e la terza condizione non si sono verificate. I nostri dati non confermano l’esito del titolo, quindi lasciamo la questione aperta.
Antonelli arrivava in grande forma. Nelle ultime cinque gare aveva ottenuto 3, 2, 5, 1, 1, con le ultime due vittorie in Spagna e in Italia. Mercedes si presentava al comando della classifica costruttori con 578 punti e 11 vittorie, davanti alla Ferrari a 444. Il secondo posto di Leclerc era un salto di qualità rispetto ai quarti posti delle tre gare precedenti Singapore.
Come si è svolta la gara
I dati di cronometraggio descrivono un pomeriggio pulito e asciutto, con temperatura dell’aria di 27.0 °C e della pista di 36.6 °C. Non ci sono state safety car né bandiere rosse, ma due virtual safety car. Diciannove vetture sono state classificate. Il giro più veloce è andato a Leclerc, in 97.976 s al giro 42, un risultato coerente con un pilota Ferrari arrivato secondo.
Le strategie sono variate nel gruppo. Antonelli ha corso con una sosta semplice, medium per 24 giri e poi hard per 32. Norris (medium, poi hard) e Piastri (medium, poi hard) hanno fatto anch’essi una sola sosta. Leclerc è partito con le soft, è passato alle medium per 24 giri e ha chiuso con le hard per 17 giri. Hamilton ha seguito uno schema simile soft, medium, hard. Verstappen ha usato soft, soft, medium, con stint di 13, 18 e 25 giri, per arrivare terzo.
Sono state effettuate 32 soste in totale, la più rapida in 23.4 s e la più lenta in 40.4 s. I commissari hanno emesso due penalità a tempo, entrambe scontate. Russell ha ricevuto cinque secondi per essere uscito di pista e aver così guadagnato un vantaggio. Oliver Bearman ne ha ricevuti dieci per aver causato un contatto. Russell è comunque stato classificato ottavo.
Cosa hanno azzeccato i modelli
Tutti i modelli hanno indicato Antonelli come vincitore. Claude Keeper, Gemini Thunder, DeepThinker e la Baseline hanno scelto Antonelli, Verstappen e Leclerc sul podio. Il gruppo era esatto, anche se non l’ordine: Leclerc è arrivato secondo e Verstappen terzo, l’opposto della previsione per le posizioni due e tre. GPT Striker aveva Hadjar terzo al posto di Leclerc, quindi il suo podio non era corretto. Hadjar ha chiuso sesto.
Secondo il punteggio di Brier sulle probabilità di vittoria, dove più basso è meglio, DeepThinker è stato il migliore con 0.45. Seguono GPT Striker con 0.485, la Baseline con 0.5683, Gemini Thunder con 0.61 e Claude Keeper con 0.6354. La forbice è notevole. GPT Striker ha mancato il gruppo del podio ma ha ottenuto un punteggio migliore di tre modelli che l’avevano indovinato in pieno, il che suggerisce che il divario di Brier dipende dalla probabilità assegnata da ciascun modello ad Antonelli più che dalle scelte sul podio. DeepThinker è inoltre il modello designato per questa gara.
L’errore più diffuso è stato Verstappen secondo. Aveva vinto i GP di Singapore e Malesia ed era stato secondo in Azerbaigian e in Spagna, quindi la previsione era supportata dai risultati recenti. [2] riportava Leclerc più veloce nelle FP1 davanti a Verstappen. Il passo di Leclerc nella parte finale della gara, evidenziato dal giro più veloce, ha trasformato quel vantaggio nel secondo posto.
La griglia dopo Austin
Prima della gara, Mercedes guidava con 578 punti, Ferrari ne aveva 444, McLaren 337 e Red Bull 329. Mercedes aveva [3] a una specifica aggiornata introdotta due gare prima, e la vittoria di Antonelli suggerisce che abbia funzionato per lui. Russell ha subito una penalità di cinque secondi e ha chiuso ottavo.
Ferrari ha conquistato un secondo e un quarto posto, con Hamilton quarto nelle FP1 e quarto in gara. McLaren ha portato piccoli aggiornamenti al muso e modifiche minori al fondo, e Norris e Piastri hanno chiuso quinto e settimo. Norris prima della gara aveva lamentato che la pista è molto sconnessa. Red Bull ha aggiunto un aggiornamento all’ala anteriore e ha indicato come priorità migliorare il comportamento della vettura sui dossi. Il terzo posto di Verstappen e il sesto di Hadjar offrono loro una base su cui lavorare, e il giro di Hadjar nelle FP1 era stato cancellato per track limits.
Più in basso, Lawson è stato nono e Gasly decimo, con Lawson che aveva chiuso la top ten anche nelle FP1. Alpine era sesta in classifica con 77 punti e RB quinta con 96. Aston Martin, decima con 7 punti, aveva parlato di problemi alla power unit Honda dopo Singapore, e Honda stava preparando modifiche software e di setup per migliorare il controllo del turbo lag. Né Alonso, né Stroll, né i piloti Cadillac compaiono nella top ten.